Sindacale

SETTORE BENESSERE: AZIONE SINDACALE A TUTELA DEL SETTORE – Appello degli operatori del settore ai Parlamentari veneti

24 Marzo 2021

Boschetto: “Non si può penalizzare chi lavora onestamente a favore degli abusivi”

12mila le imprese artigiane venete attive a fine 2020 (8.147 acconciatura e 3.837 estetica) con 24.500 addetti (19.979 nell’acconciatura e 7.450 nell’estetica)

Venezia 24 marzo 2021 – Il Sistema Confartigianato Imprese Veneto ha chiesto a deputati e senatori eletti in Veneto di favorire la riapertura dei servizi alla persona (acconciatura, estetica, tatuaggio e piercing) con una pronta modifica al DPCM del 2 marzo 2021 che reintegri le attività di acconciatura ed estetica nell’allegato 24, consentendone lo svolgimento nelle zone rosse ed evitando in tal modo il protrarsi della situazione di pericolo per i cittadini fruitori di tali servizi.

Con una lettera dei sette Presidenti delle Associazioni territoriali di Confartigianato Imprese Veneto è stata espressa la situazione di allarme delle imprese dei settori dell’acconciatura e dell’estetica rispetto ai disagi provocati dalla chiusura di tali attività nelle zone rosse prevista dall’allegato 24 al DPCM del 2 marzo scorso, nel quale i servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere sono stati aggiunti ai servizi dei centri estetici, già esclusi dallo stesso allegato al DPCM del 3 novembre 2020.

“Al di là dei pesanti danni economici a carico delle imprese, ben 12mila quelle artigiane in Veneto che offrono lavoro a 24.500 addetti – sottolinea Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto – i provvedimenti hanno favorito – fin dalla prima chiusura del marzo dello scorso anno – una pericolosa e ormai ingestibile proliferazione dell’offerta irregolare, agevolata dalla disponibilità di soggetti che, a fronte dell’impennata della richiesta, continuano a erogare abusivamente al proprio domicilio o in quello del cliente, i servizi preclusi alle imprese. È stato fatto pertanto presente – anche con una nota del nostro Presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli indirizzata al Ministro Giorgetti – che la chiusura delle attività regolari, proprio in considerazione della particolare situazione emergenziale che vede un aumento costante dei contagi dovuti alla maggiore virulenza delle varianti del SARS-CoV-2, va a nostro avviso nella direzione opposta a quella auspicata dal Governo, andando ad amplificare il rischio piuttosto che contenerlo”.

“Ci sono almeno tre validi motivi per la riapertura – spiega Tiziana Chiorboli Presidente della Federazione Benessere nazionale e regionale Veneto – Primo, gli investimenti e le precauzioni adottati per l’adeguamento ai protocolli di sicurezza (in primis, il “Protocollo per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio da nuovo coronavirus” del 14 marzo 2020, integrato il 24 aprile dello stesso anno) per garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro e per evitare la diffusione del coronavirus, garantiscono nei saloni e nei locali aziendali elevati ed efficaci livelli di prevenzione, ulteriori peraltro alle già rigide misure di sicurezza normalmente rispettate dagli operatori del settore a tutela della salute della propria clientela. Secondo, i saloni e i centri dove vengono prestate le attività di servizi alla persona non possono in alcun modo essere intesi quali luoghi di assembramento, stante il rigoroso rispetto degli indirizzi operativi riportati nell’Allegato 9 al D.P.C.M. 02 marzo 2021 per i singoli settori di attività, che consentono l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione (su appuntamento) con rigorosi protocolli di igiene e il mantenimento dell’elenco delle presenze per almeno 14 giorni. Ed infine, permettendo la regolare apertura delle attività le imprese potrebbero contare sugli introiti derivanti dai servizi e dalle prestazioni resi alla propria clientela, senza gravare sui conti pubblici per gli ammortizzatori sociali ma anzi contribuendo in quota parte alla fiscalità generale”.

“Per questi motivi – conclude – come sistema veneto chiediamo a chi ci rappresenta in Parlamento di intervenire per favorire una pronta modifica al DPCM del 2 marzo 2021 che reintegri le attività di acconciatura ed estetica nell’allegato 24, consentendone lo svolgimento nelle zone rosse ed evitando in tal modo il protrarsi della situazione di pericolo per i cittadini fruitori di tali servizi”.

Per ulteriori informazioni contattare l’Associazione:
Sonia Cibin – Tel. 0421 335420, Fax 0421 335444, e-mail sonia.cibin@artigianisandona.it