Ambiente

Obbligo addebito sacchetti/borse

21 Maggio 2019

Dal 2018 obbligo di addebitare al cliente i sacchetti/borse di plastica

A seguito dei numerosi controlli che la Guardia di Finanza sta effettuando, ricordiamo agli esercizi commerciali l’obbligo di addebitare al cliente la borsa o il sacchetto di plastica.

In attuazione a una Direttiva Comunitaria in materia di riduzione dell’utilizzo delle borse/sacchetti di plastica, dal 2018 c’è l’obbligo da parte di tutti gli esercizi commerciali di addebitare al cliente la borsa o il sacchetto di plastica.

Infatti, con il Decreto Legge n. 91/2017 art. 9-bis è stato introdotto:

  • Il divieto di commercializzazione delle borse di plastica in materiale leggero (vale a dire con uno spessore della singola parete inferiore a 50 micron), fornite per il trasporto;
  • La progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero, ovvero con uno spessore della singola parete inferiore a 15 micron, utilizzati ai fini di igiene o fornite quale imballaggio primario per alimenti sfusi.

Fermo restando la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili, è previsto:

  • il divieto della commercializzazione delle borse di plastica in materiale leggero per il trasporto, nonché delle altre borse di plastica non aventi le seguenti caratteristiche:
    • borse di plastica per il trasporto riutilizzabili con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco:
      • “con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari”;
      • “con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari”;
    • borse di plastica per il trasporto riutilizzabili con maniglia interna alla dimensione utile del sacco:
      • “con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari”;
      • “con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari”.
  • La progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero diverse da quelle aventi le seguenti caratteristiche:
    • biodegradabilità e compostabilità secondo “la norma armonizzata UNI EN 13432:2002”;
    • contenuto di materia prima rinnovabile non inferiore al:
      • 40% dall’1.1.2018;
      • 50% dall’1.1.2020;
      • 60% dall’1.1.2021.

Le suddette borse di plastica non possono essere distribuite gratuitamente e “il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite”.
Considerato che la norma non prevede il “prezzo” da addebitare al cliente, la quantificazione del corrispettivo è a discrezione del singolo esercente (ad esempio, € 0,01 / € 0,02 / € 0,03).
La cessione delle borse / sacchetti in esame costituisce un’operazione imponibile ai fini IVA.

Sono previste pesanti sanzioni per le violazioni al nuovo obbligo: da € 2.500 a € 25.000, incrementata di 4 volte del massimo nel caso in cui “la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica, oppure un valore di queste ultime superiore al 10 per cento del fatturato del trasgressore”, ovvero in presenza di diciture o altri mezzi elusivi.

Per maggiori informazioni e dettagli l’Ufficio Contabilità è a tua disposizione.