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Novità in materia di sicurezza formazione e addestramento nei luoghi di lavoro

28 Febbraio 2022

Con il Decreto Legge 146/2021 il Governo è voluto intervenire con significative modifiche al “Testo Unico sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro” (D.Lgs 81/2008) in modo significativo con una vera e propria riforma strutturale.
Un decreto che è stato emesso in un periodo di emergenza pandemica che ha visto, purtroppo la recrudescenza di infortuni mortali creando anche allarmismo sociale.
Sono stati riorganizzati e ampliati i sistemi di controllo e vigilanza estendendo l’attività dell’Ispettorato del Lavoro, dai soli cantieri a tutti i settori di attività, introducendo nuove indicazioni per la sospensione dell’attività imprenditoriale sia in presenza di “lavoratori in nero”, sia per la mancata elaborazione del documento di valutazione del rischio o per mancata formazione ed addestramento o fornitura di specifici dispositivi di protezione individuale.
Modifiche anche agli obblighi del Datore di Lavoro in merito all’individuazione del preposto, rivisitando i suoi compiti.

POTENZIAMENTO DELLE ATTIVITA’ DI VIGILANZA

Oltre alle competenze in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro affidate dal D.Lgs 81/2008, alle ASL territorialmente competenti e, per quanto di specifica competenza, al Corpo Nazionale dei Vigli del Fuoco, il Decreto 146/2021 le affida anche all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).

SOSPENSIONE DELL’ ATTIVITA’ IMPRENDITORIALE

Il D.L. 146/2021 prevede la immediata sospensione dell’attività in caso di gravi violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro eliminando il concetto di “reiterate” presente nella precedente disposizione.

La sospensione è un obbligo per l’ispettore se almeno il 10% dei lavoratori, presenti sul luogo di lavoro, risulti occupato, al momento dell’accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro. Precedentemente il limite era fissato al 20%. (Lavoro nero)

La sospensione si attua anche nei seguenti casi:

  • Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischio, cioè se manca del tutto e che non sia presente in loco all’atto dell’ispezione (consentita l’esibizione entro le ore 12.00 del giorno successivo all’ispezione, termine di decorrenza della sospensione)
  • Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile
  • Mancata elaborazione del Piano di emergenza ed evacuazione
  • Mancata formazione ed addestramento per:
    – Utilizzo attrezzatura di Lavoro
    – Utilizzo DPI terza categoria e dispositivi di protezione dell’udito
    – Sistemi di accesso e posizionamento mediante funi
    – Lavoratori e preposti addetti al montaggio, smontaggio e trasformazione di ponteggi
    – Formazione e addestramento sulla movimentazione manuale dei carichi
  • Mancata elaborazione del POS (sospesione per la singola impresa sprovvista, non per l’intero cantiere)
  • Mancata fornitura dei dispositivi di protezione anticaduta
  • Mancanza di protezioni verso il vuoto
  • Mancanza di armature di sostegno
  • Lavori in prossimità di linee elettriche senza misure di protezione
  • Presenza di conduttori in tensione nudi senza protezioni idonee
  • Mancanza di protezione elettrica contro contatti diretti e indiretti, impianti di messa terra, interruttori differenziali e magnotetmico, anche nel caso di loro mancato funzionamento
  • Omessa vigilanza su rimozione o modifica di dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo
  • Mancata notifica all’organo di vigilanza prima dell’inizio dei lavori che possono comportare il rischio di esposizione all’amianto

PREPOSTO

Il Governo con Legge 215/2021 ha confermato l’obbligo di individuare, nelle aziende, i preposti incaricati della vigilanza e dell’attuazione della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, nei confronti degli altri lavoratori (stabilite dall’art. 19 del Testo Unico D.Lgs 81/2008).
La legge è stata adottata a causa dei numerosi infortuni gravi verificatesi recentemente nei luoghi di lavoro avvenuti, in alcuni casi, per mancata vigilanza.
La figura del “preposto alla sicurezza” in azienda,  risulta essere di fatto il “capo” officina, reparto, negozio, ufficio, turno, squadra, ecc., figura prevista dal Decreto 81/2008, spesso, sin ora, non nominata e ancor meno formata.

La legge 251/2021 ha pertanto” rafforzato” i compiti di questa figura che non può essere individuata né nel Datore di Lavoro, né l’RSPP aziendale; i compiti potrebbero così essere affidati a un socio oppure a un dipendente di fiducia del Datore di Lavoro, che ne farebbe le veci in caso di assenza.
Da quest’anno quindi il Preposto alla Sicurezza dovrà essere obbligatoriamente individuato in diverse realtà aziendali, in base ad alcuni parametri normativi; dovrà inoltre essere formato con un corso iniziale di 8 ore con aggiornamento biennale.

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