Sindacale

ACCONCIATORI ED ESTETISTI – INACCETTABILE RIAPERTURA IL 1° GIUGNO

30 Aprile 2020

3 mesi di fermo obbligato, non ci stiamo!

Quasi 2.000 imprese rischiano l’estinzione definitiva; è questo il dramma che in queste ore stanno vivendo migliaia di artigiani e artigiane dell’area metropolitana che lavorano nel settore benessere ed acconciatura. Il prolungamento del lockdown, voluto da Conte, continua infatti a tenere chiusi i saloni d’estetica, barbieri, parrucchieri, mentre sottotraccia dilaga l’abusivismo.

Si tratta di un universo di piccole e micro imprese su cui l’incapacità del governo s’è accanita, elevandole quasi a capro espiatorio, a vittime sacrificali di questa ripartenza economica oramai inderogabile, ma da declinare all’insegna dell’emergenza sanitaria.

Intanto, per la stragrande maggioranza di queste imprese, i tanto decantati aiuti economici sono irraggiungibili, viste tutte le difficoltà burocratiche che ci sono, e che il governo non sta semplificando. E invece di ascoltare le proposte dettagliate elaborate e presentate per la riapertura in sicurezza, Conte annuncia la proroga della chiusura totale fino a giugno.

Una follia, perché tenere chiuse queste attività ancora per troppo tempo significa farle deliberatamente fallire. Come si può pensare che una azienda di questi settori, che quando è di medie dimensioni al massimo ha un paio di dipendenti, possa avere le riserve economiche per continuare a onorare stipendi, affitti, scadenze e fornitori rimasti in sospeso senza incassare un centesimo da mesi?

Tradotto in numeri, infatti, il dramma economico reale per la categoria Benessere (principalmente acconciatori ed estetica) del territorio metropolitano è pesantissimo: l’effetto combinato di mancati ricavi, spese da sostenere e lavoro rubato dalla concorrenza sleale degli abusivi, ha causato nei mesi di marzo, aprile e maggio una perdita economica stimabile in 12 milioni di euro. Pari ad un danno, calcolato per i 1.273 acconciatori e i 533 operatori del settore benessere, di oltre 6.800 euro pro capite nel trimestre.

“E il tutto mentre l’altra sera alla televisione mi sono vista Conte, con la tinta a posto e i capelli ben tagliati e in ordine come appena fatti, annunciare un ulteriore periodo di chiusura – dichiara la Presidente del Settore Benessere Catia Pasqualato -. Ci sono precisi protocolli operativi che abbiamo presentato per riaprire; tipo prestazione solo su appuntamento, con una persona per volta, sanificazione costante dei luoghi e tutti i dispositivi di protezione indossati, eppure ci si è accaniti sul nostro settore, bloccandolo ancora, levandoci tutto. Dopo il diritto di lavorare, dall’altra sera ci hanno tolto anche quello di vivere dignitosamente, perché senza lavoro e incassi ormai da mesi, con mutui, scadenze e bollette semplicemente di casa da pagare lo stesso, per chi viveva di questo lavoro ora sopravvivere diventa sempre più difficile, e tra poco, per più di qualcuno, non ci sarà nemmeno più quella possibilità”.

Il Sistema Confartigianato è intervenuto sia a livello Regionale che Nazionale affinché ci sia una riapertura anticipata a maggio e degli indennizzi per il settore più colpito di altri dalla crisi innescata dalla pandemia se la riapertura non dovesse essere anticipata.