Ambiente

DECRETO RIFIUTI: MODIFICHE ALLA PARTE IV DEL TESTO UNICO AMBIENTALE RECEPITE LE RICHIESTE DI CONFARTIGIANATO

8 Ottobre 2020

Il 26 settembre 2020 è entrato in vigore il Decreto 116/2020 che modifica in modo sostanziale la parte IV del Testo Unico Ambientale ridisegnando le regole sui rifiuti in attuazione delle direttive Ue meglio note come “Pacchetto Economia Circolare”.

In particolare, il Decreto interviene su:

1 – Responsabilità estesa del produttore

Viene riformato il sistema di responsabilità estesa del produttore. La responsabilità del produttore viene estesa a “qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi, tratti, venda o importi prodotti” e si traduce in nuove misure per “incoraggiare una progettazione dei prodotti e dei loro componenti volta a ridurne gli impatti ambientali e la produzione di rifiuti durante la produzione e il successivo riutilizzo dei prodotti tesa ad assicurare che il recupero e lo smaltimento dei prodotti che sono diventati rifiuti avvengano secondo i criteri di priorità”.
Viene inoltre istituito un “Registro nazionale dei produttori” la cui operatività è subordinata ad un prossimo decreto attuativo.

2 – Responsabilità del produttore

Operativamente torna la necessità di  dimostrare l’effettivo smaltimento dei rifiuti , nello specifico il Decreto stabilisce che “nel  caso di conferimento di rifiuti a soggetti autorizzati  alle operazioni   di   raggruppamento,   ricondizionamento e deposito preliminare di cui ai punti D13, D14, D15,  la  responsabilità  dei  produttori  dei rifiuti per il corretto  smaltimento  è  esclusa  a  condizione  che questi  ultimi,  oltre  al  formulario  di  identificazione   abbiano ricevuto un’attestazione di avvenuto smaltimento, resa ai  sensi  del decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre  2000,  n.  445, sottoscritta dal titolare dell’impianto da cui risultino: i dati dell’impianto e del titolare, la quantità dei rifiuti trattate  la  tipologia  di  operazione  di   smaltimento   effettuata.”
Sui contenuti e la forma di questa Attestazione e sui tempi in cui la stessa debba essere inviata al produttore nulla è stato indicato, tuttavia per gli impianti autorizzati in D15 si tratta di un adempimento già operativo dal 26 di settembre.

3 – Definizioni

Il Decreto modifica alcune definizioni, in particolare si richiama l’attenzione sulla nuova definizione di rifiuti urbani: sono rifiuti urbani SOLO i rifiuti individuati nell’allegato L-quater parte IV del Codice Ambientale prodotti dalle attività elencate nell’allegato L-quinquies parte IV del Codice Ambientale, come tali andranno trattati a meno che l’utenza non domestica non avvii tali rifiuti al recupero al fine di ottenere una riduzione della tariffa (previa dimostrazione di averli avviati al recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l’attività di recupero dei rifiuti stessi ).
Si precisa che tali disposizioni entreranno in vigore dal 1° gennaio 2021

4 – Registro di carico e scarico rifiuti

Sono esonerati dall’obbligo di tenuta le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi, di cui all’articolo 212, comma 8 (cat. 2 bis dell’albo), nonché, novità, per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di dieci dipendenti.

La modifica è già in vigore dal 26/09/2020 – ma necessita di chiarimenti per quanto concerne il computo dei “dipendenti”

Inoltre viene modificato l’obbligo di conservazione dei Registri e dei Formulari, che passa (riducendosi) dai cinque ai tre anni. 

5 – Manutenzione, piccoli interventi edili, attività di pulizia, disinfestazione, deratizzazione e sanificazione.

I rifiuti da manutenzione e da piccoli interventi edili, incluse le attività di pulizia disinfestazione, derattizzazione, ecc., si considerano prodotti presso l’unità locale, sede o domicilio del soggetto che svolge l’attività. Nel caso di quantitativi limitati che non giustificano l’allestimento di un deposito dove è svolta l’attività, il trasporto dal luogo di effettiva produzione alla sede, in alternativa al formulario di identificazione, è accompagnato dal documento di trasporto (DDT) attestante il luogo di effettiva produzione, tipologia e quantità dei materiali, indicando il numero di colli o una stima del peso o volume, il luogo di destinazione.
Relativamente a tale semplificazione si è in attesa dei chiarimenti per capire cosa si intende per “piccoli interventi edili”, “quantitativi limitati” e la forma richiesta del DDT.
Si consiglia pertanto alle aziende di attendere le risposte di chiarimenti presentate da Confartigianato prima di effettuare la gestione dei rifiuti indicata dal Decreto.
Tale disposizione non deroga all’obbligo di iscrizione all’Albo Gestori Ambientali.

6 – Sfalci e potature

“Gli sfalci e potature derivanti dalla manutenzione del verde pubblico dei Comuni” non rientrano più tra le esclusioni previste dall’art. 185, pertanto a partire dal 26 settembre dovranno essere gestiti come rifiuti.

Per scaricare il Decreto Legislativo 116/2020 clicca qui

Per eventuali informazioni contattare l’Associazione – Ufficio Ambiente e Sicurezza (dalle ore 8.30-12.30):
Dott.ssa Chiara Franchin – Tel. 0421 335415, chiara.franchin@artigianisandona.it