Ambiente

Credito d’imposta per costi energetici

11 Agosto 2022

Il Decreto Aiuti, recentemente convertito in legge, riconosce, a parziale compensazione dei maggiori oneri effettivamente sostenuti per l’acquisto della componente energia e del gas, un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta.

NOVITA’

Il Decreto Aiuti Bis, in G.U. il 09/08/2022, conferma l’agevolazione anche per il 3° trimestre 2022.

Di seguito specifiche informazioni.

Energia elettrica

Alle imprese dotate di almeno un contatore di energia elettrica con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW,
diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica (sostanzialmente ma non esaustivamente si intende
azienda a forte consumo di energia se ha un consumo di energia elettrica superiore a 1 milione di kWh/anno), è
riconosciuto, un credito d’imposta, pari al 15% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica,
effettivamente utilizzata nel secondo trimestre dell’anno 2022 (quindi sulle fatture di competenza aprile, maggio e
giugno) e nel terzo trimestre dell’anno 2022 (quindi sulle fatture di competenza luglio, agosto e settembre) .

Per accedere al beneficio sopra riportato è necessario che il costo medio per kWh del trimestre di riferimento 2022 sia superiore al 30% del corrispondente costo medio riferito allo stesso trimestre del 2019.

Ai fini del calcolo del costo medio per kWh della componente energia elettrica, si deve tenere conto dei costi
sostenuti per l’energia elettrica (incluse le perdite di rete), il dispacciamento (inclusi i corrispettivi relativi alla
copertura dei costi per il mercato della capacità o ai servizi di interrompibilità) e la commercializzazione, ad
esclusione di ogni altro onere accessorio, diretto e/o indiretto, indicato in fattura diverso dalla componente
energetica. Si tratta, sostanzialmente, della macrocategoria abitualmente indicata in fattura alla voce “spesa per la
materia energia”.

Salvo casi eccezionali, quasi sempre il costo medio per kWh verificatosi nei trimestri del 2022 superano del 30% quello
sostenuto nei trimestri 2019.

Quindi soddisfatto questo requisito, si passa a sommare le “spese per materia energia” sostenute sulle fatture di
competenza aprile, maggio, giugno, luglio, agosto e settembre 2022.
Sincerarsi a tal proposito che siano fatture che addebitino consumi reali, e non stimati.
Se si tratta di consumi stimati, si deve attendere l’emissione della fattura con consumi definitivi.
Fatta questa somma, si può procedere a quantificare il 15% di credito d’imposta spettante, a cui andrà associato il
codice tributo 6963 nel modello F24.

Gas naturale

Alle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale (sostanzialmente ma non esaustivamente le aziende
a forte consumo di gas si intendono quelle aventi consumo gas di almeno 94.582 Smc/anno), è riconosciuto un
credito d’imposta, pari al 25% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas, consumato nel secondo e terzo trimestre
dell’anno 2022 (fatture di competenza aprile, maggio, giugno, luglio, agosto e settembre), per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici.

Tutte le imprese fornite di gas per usi diversi dagli usi termoelettrici accedono a tale beneficio.

Ai fini del calcolo della spesa per l’acquisto del gas naturale deve essere considerata la macrocategoria abitualmente
indicata in fattura come “spesa per la materia gas naturale”.
Si prendono a riferimento le fatture di competenza del 2° trimestre 2022 (aprile, maggio e giugno) e 3° trimestre 2022 (luglio, agosto e settembre), si sommano le spese per la materia gas di tutte e tre queste fatture, e così si può procedere a calcolare la percentuale del 25% per avere l’ammontare del credito d’imposta.

Per questo credito andrà associato il codice tributo 6964 nel modello F24.

Come per l’energia elettrica, anche per il gas tali calcoli vanno fatti solo su fatture che riportano consumi definitivi
e non consumi stimati.

NOVITA’ INTRODOTTA DALLA CONVERSIONE IN LEGGE del Decreto Aiuti

Le imprese che hanno mantenuto lo stesso fornitore dal 1° gennaio 2019 al 30 giugno 2022 (ndr 30 settembre 2022 – Aiuti bis), possono avvalersi di quanto riportato di seguito.
il venditore, entro 60 giorni dalla scadenza del periodo per il quale spetta il credito d’imposta, invia al proprio cliente, su sua richiesta, una comunicazione nella quale è riportato il calcolo dell’incremento di costo della componente energetica e l’ammontare della detrazione spettante per il secondo trimestre del 2022”.

Ad oggi si è in attesa, oltre all’estensione del periodo di riferimento previsto con il decreto Aiuti bis, della definizione del contenuto della comunicazione da parte dell’ARERA e si sottolinea che la scadenza di 60 giorni per effettuare la richiesta è riferita al fornitore e non all’utente, che comunque la deve facoltativamente richiedere nel tempo utile per poter compensare il credito d’imposta.
L’utente non ha comunque obbligo di richiesta al fornitore delle comunicazione e può autonomamente effettuare i calcoli di ammissibilità al contributo straordinario e al credito d’imposta derivante, in modo autonomo.

Il consorzio d’acquisto CAEM, che fa riferimento a Confartigianato, in nome e per conto dei consorziati, ha già inviato al fornitore consortile la richiesta di cui sopra, chiedendo che il fornitore inoltri direttamente alle imprese le informazioni citate, da far avere poi agli uffici dell’Associazione che lo segue negli aspetti contabili aziendali o al proprio commercialista.
Per questa casistica (Consorziato avente il medesimo fornitore di energia elettrica e/o gas dal gennaio 2019 al
giugno 2022 – settembre 2022) l’azienda non deve preoccuparsi di fare alcuna comunicazione.
Si ritiene che con il mese di settembre 2022 inoltrato potranno arrivare direttamente in azienda le comunicazioni
da parte del fornitore.
Ovviamente è facoltà anche del singolo Consorziato chiedere autonomamente al fornitore di ricevere la
comunicazione citata.

NOTA BENE

Tutte le imprese che abbiano avuto fornitori diversi, nei periodi oggetto della verifica di incremento del costo (esempio 1° trim. 2019 con un fornitore, mentre nel 1° trim 2022 era presente un altro fornitore) devono provvedere a quantificare l’ammontare del credito in forma autonoma.

Al riguardo del Gas Naturale risulterebbe superflua la verifica dell’incremento del costo essendo stato stimato in un valore pari quasi a 10 volte l’indicatore; mentre, per l’energia elettrica, in taluni casi ci si potrebbe trovare in situazioni molto vicine alla soglia di incremento indicata al 30%.

Per le aziende non ancora costituite alla data del 1° gennaio 2019, in assenza di dati relativi al parametro iniziale di riferimento previsto (1° Trimestre 2019), si assume quello pari alla somma delle seguenti componenti:

  • valore medio del prezzo unico nazionale dell’energia elettrica all’ingrosso (PUN) pari, per il primo trimestre 2019 a 59,46 euro MWh
  • valore di riferimento del prezzo di dispacciamento (PD) pari, per il primo trimestre 2019, a 9,80 euro/MWh

per un importo complessivo pari a 69,26 euro/MWh .

(Aziende non costituite 01/01/2019 – Fonte: Circolare Agenzia delle Entrate n. 13/E del 13 maggio 2022 punto 3.1)

Vista la proroga della misura definita dal Decreto Aiuti-bis e la possibilità che il trimestre di riferimento non sia più solo il 1° del 2019, si rimane in attesa di diverse indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate per le aziende non costituite nei periodi di riferimento 2019 e successivamente a tale anno.


Entrambi i crediti d’imposta (per energia elettrica e per gas) sono utilizzabili esclusivamente in compensazione entro la data del 31/12/2022.


Eventuali Informazioni o chiarimenti possono essere richiesti all’Ufficio Energia dell’associazione:

Luca Nardin 0421.335443 – Alessandro Bucciol 0421.335415