Sindacale

COVID-19: Come comportarsi in caso di sintomi sospetti o per contatti stretti o indiretti

30 Ottobre 2020

Riteniamo utile soffermarsi su alcune indicazioni emanate, nei giorni scorsi, dal Ministero della Salute e dal Dipartimento della protezione Civile sui comportamenti da attivare nel caso di contatti stretti o indiretti di persone sospette di contagio o risultate positive ai vari Test Covid-19.

Premesso che in caso di sintomi sospetti da Covid-19 il servizio sanitario raccomanda di:
– non recarsi nell’ambulatorio del Medico di Medicina Generale o del Pediatra di Libera Scelta, ma contattarli telefonicamente,
– non recarsi al Pronto Soccorso e in caso d’urgenza contattare telefonicamente il 118,

– non recarsi presso sportelli o servizi dell’asl e privilegiare i contatti telefonici,

le attenzioni personali, in caso di sintomi sospetti, devono far riferimento a semplici considerazioni che consiglierebbero fortemente a TUTTI ( lavoratori, studenti o semplici cittadini) di rimanere precauzionalmente a casa e di contattare il medico di Medicina Generale o il Pediatra di Libera scelta che valuterà i singoli casi e deciderà se effettuare un tampone per la ricerca di SARS-COV-2:

  • Sintomi respiratori acuti come tosse e rinite con difficoltà respiratorie
  • Vomito (episodi ripetuti accompagnati da malessere)
  • Diarrea (tre o più scariche con feci semiliquide o liquide)
  • Perdita di gusto od olfatto in assenza di raffreddore
  • Mal di testa intenso
  • Febbre superiore a 37.5°C (anche in assenza di altri sintomi)

Nel caso di febbre o di malessere o anche quale attenzione personale generale e per un eventuale colloquio con il Medico o con gli operatori sanitari dei servizi di emergenza è opportuno sapere, quindi essere consapevoli dell’effettivo rischio di un contagio, che è definito quale “Contatto stretto” (esposizione ad alto rischio) un caso probabile o confermato di contagio definibile in:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei
  • un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei
  • una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

Inoltre, gli operatori sanitari, sulla base di valutazioni individuali del rischio, possono ritenere che alcune persone, a prescindere dalla durata e dal setting in cui è avvenuto il contatto, abbiano avuto un’esposizione ad alto rischio.

Tutti gli altri contatti sono ritenuti INDIRETTI (contatto del contatto di un caso positivo).

Questi i comportamenti che dovremmo attuare in base alle indicazioni della Circolare Ministeriale 32850 del 12/10/2020:

Caso più frequente: CONTATTO INDIRETTO

Se ho avuto un contatto stretto con una persona che ha avuto contatto stretto con un positivo

➡ Non dovrò fare nulla a meno che la persona con cui ho avuto contatto stretto non diventi, durante la sua quarantena, un positivo.

CONTATTO STRETTO con CASO POSITIVO

Se resto un CONTATTO ASINTOMATICO

➡ Faccio una quarantena per 14 giorni 

 Se voglio terminare la quarantena prima, posso fare un test antigenico o molecolare il 10° giorno

 Se però ho un regolare contatto con persone a rischio, farò sempre e comunque un tampone a fine quarantena

Se divento un CONTATTO SINTOMATICO, quindi con sintomi riferibili a COVID-19 (vedi sopra il dettaglio)

 Faccio un test molecolare che, se negativo, non mi obbliga più a restrizioni personali anche volontarie (fermo restando la guarigione dai sintomi per ridurre la trasmissione di altre malattie)

Se si riscontra un TEST MOLECOLARE POSITIVO, non sono più un “CONTATTO” ma divento un CASO Covid -19

Se resto un CASO ASINTOMATICO

 posso rientrare in comunità dopo un isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività al termine del quale risulti un test molecolare negativo (10 giorni + test)


Se divento un CASO SINTOMATICO

 posso rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni di cui 3 senza sintomi + Test molecolare)

Se permango un CASO POSITIVO DI LUNGO TERMINE (ovvero uno di quei casi che pur guarendo da tutti i sintomi – eccezione fatta per alterazioni di gusto e olfatto che spesso persistono per molte settimane – continui ad avere esito positivo)

 Rientro in comunità dopo 21 giorni di isolamento dalla comparsa dei sintomi, laddove autorizzato dalle autorità sanitarie in relazione al caso specifico: alcuni soggetti, come ad esempio gli immunodepressi, possono infatti rimanere contagiosi in modo prolungato e quindi prolungato l’isolamento

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’ufficio Sindacale dell’Associazione.

Per scaricare il testo della Circolare del Ministero della Salute 32850 del 12/10/2020 clicca qui. 

Per scaricare uno schema riassuntivo delle disposizioni circolare MININSALUTE 32850 clicca qui