Sindacale

CORONAVIRUS – DPCM 22-03-2020 RICHIESTA PROSECUZIONE ATTIVITA’

24 Marzo 2020

In riferimento a quanto stabilito dal DPCM DEL 22.03.2020, le imprese e le partite IVA, se non titolari di attività già autorizzate dal D.P.C.M. 11 marzo, per saper cosa fare devono prendere la “white list” (allegato 1 al D.P.C.M.), ricercare all’interno il proprio codice di attività e così fare una prima valutazione. Se la ricerca è stata positiva possono proseguire nelle attività. Se è stata negativa prima di organizzarsi per la sospensione devono effettuare altre verifiche.

Infatti, se le imprese possono organizzarsi in modalità a distanza o lavoro agile possono proseguire l’attività in ogni caso.

Se anche questa possibilità ha dato esito negativo, prima di sospendere la propria attività, devono controllare se l’attività esercitata rientri comunque nei punti E – F – G – H dell’art. 1 del D.P.C.M. Troviamo in questi punti i servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146, l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici, nonché di prodotti agricoli e alimentari, le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo (previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva), dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o un pericolo di incidenti, le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale (previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive).


Se anche dopo questa ricerca l’imprenditore o il lavoratore autonomo non si fosse riconosciuto nelle attività consentite avrebbe ancora la possibilità di verificare il comma D che dispone che restano sempre consentite anche le attività che sono “funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività legittimate a proseguire”. Anche in questo caso l’impresa è obbligata a dare immediata comunicazione al Prefetto ove è ubicata l’attività produttiva per spiegare le ragioni della propria apertura e indicare specificamente le imprese beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite. 
Il Prefetto potrà sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di apertura. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa tuttavia è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa.

Per scaricare l’autodichiarazione da inviare alla Prefettura di Venezia per proseguire l’attività clicca qui

Per scaricare il DPCM 22.03.2020 clicca qui.  

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