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14 Novembre 2018
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Ceggia
stemma comunale municipio


Dati generali
Sup. : 21,956 Kmq
Abitanti: 5.094
Densità: 232 Kmq
sito ufficiale 
 


Imprese Artigiane 
attive al 31/12/2003:
130

               
+  4.00% rispetto 2002  
                +17.12% rispetto 2001 
                +32.65% rispetto 2000
                +32.65% rispetto 1999

abitanti: 5.094 artigiani: 130   rapporto 1/39

Società di Capitali: 5
Società di Persone: 37
Imprenditori Individuali: 88
Altre forme: 0 
  
Fonte:  Infocamere al 31.12.2003


La Storia

In epoca romana il territorio di Ceggia era una zona vivace e produttiva, percorsa da un'arteria importante quale la via Annia, che collegava Padova,Altino e Aquileia. Con il declino dell'Impero le invasioni barbariche, l'abbandono della campagna e il graduale fenomeno di subsidenza, che apre le terre all'avanzata delle acque ,determinano un lungo processo di decadenza che percorre tutto l'Alto Medioevo.Alle soglie del 900 d.C. dopo la devastante invasione degli Ungari la zona è invasa da paludi; la popolazione, alla ricerca di un sito più salubre, si ritira nella parte più alta del territorio: è in questo periodo che si colloca la nascita di Ceggia che, secondo la tradizione, deve proprio il suo nome al latino cilia maris, ovvero cigli, rive del mare. Per più di tre secoli il borgo segue la sorte oscura di una terra contesa tra diverse signorie, fino a che nel 1389 Ceggia entra nel dominio della Repubblica di Venezia; la Serenissima tuttavia, presa dai propri gravi problemi idraulici, non si preoccupa di bonificare le zone acquisite ma, al contrario, favorisce l'espandersi delle aree paludose che costituiscono per lei un baluardo difensivo nell'entroterra .Dobbiamo aspettare la fine del Settecento e poi l'Ottocento perché, prima sotto Napoleone, poi sotto l'Austria, si dia inizio ai lavori di bonifica e di sistemazione agraria, proseguiti poi dal 1866 con il Regno d'Italia grazie anche all'ingente intervento dei privati. Ceggia conoscerà da allora altri momenti difficili, connessi alla crisi della piccola proprietà, all'emigrazione, al diffondersi di malattie legate alla miseria che affliggeva un tempo le nostre campagne ma, sostanzialmente, era avviata ad un costante graduale sviluppo che l'ha portata ad essere oggi un piccolo ma attivo centro agricolo ed industriale.

 

Da vedere

Il Ponte Romano
La Chiesa Parrocchiale di San Vitale
L'oratorio Bragadin
Le Ville
La Lastra Daziaria
Il Carnevale     



          
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